Abbazia di San Filippo: è la più grande ed importante chiesa della città. Costruita ai piedi del monte su cui nasce Agira attorno al VII secolo e dedicato a S. Filippo; nel XII e XIII secolo fu forte richiamo per molti ordini religiosi e monacali, attirando anche nobili cardinali che ne restaurarono le parti cadenti. In epoca normanna, l’abbazia conobbe un periodo di gloria e fama. Eppure, dal ‘300 in poi, non ebbe quella centralità di cui, fino ad allora, aveva goduto. L’attuale facciata della Chiesa risale agli inizi del ‘900.
La pianta interna è di tipo basilicale, a tre navate con colonne di marmo rosso. Un’elegante volta a botte sta nella navata centrale decorata a stile d’impero. Tramite gradini si accede all’altare maggiore, al coro e al crocifisso lignei. Particolare il coro, a forma semicircolare, in cui figurano 25 stalli che rappresentano le fasi significative della vita di S. Filippo.
Le spoglie del Santo erano conservate, secondo tradizione, nella cripta e solo in un secondo momento vennero spostate nell’arca argentea delle reliquie. Per quanto riguarda le navate laterali, impreziosite da numerose tele e tavole di indubbia bellezza, merita la nostra attenzione quel che resta di un polittico raffigurante la Madonna col Bambini tra S. Benedetto e S. Calogero.
Ecco alcune pregiate tele che rivestono le navate minori, destra e sinistra, furono realizzate dietro committenza dell’abate Girolamo Colonna, dei canonici e del priore dell’abbazia dal pittore catanese Olivio Sozzi (1690-1765) e dal pittore di Nicosia Filippo Randazzo (1695-1748)