si trova nel nucleo dell’originario insediamento della città di Agira, in uno dei quartieri più antichi e ai piedi del castello. Eretta in epoca normanna, alla fine del XII sec., come tutte le altre Chiese, fu soggetta alla giurisdizione dell’abbazia di S. Filippo. Nonostante questo legame di “dipendenza”, la parrocchia riusciva ad esercitare potere nel suo territorio. Alla fine del ‘500, la chiesa divenne depositaria delle sacre reliquie della città e comprendeva la vicinissima chiesetta di Santa Croce.
Chiesetta nata sui resti di una sinagoga che testimonia la presenza di una comunità ebraica. Ne resta, oggi, l’Aron. Il più antico e grande d’Europa, secondo solo a quello di Siracusa. La chiesa del S.s Salvatore ha sempre avuto un ruolo fondamentale per la vita religiosa di Agira. Le processioni del Venerdì Santo, della Pentecoste e del primo maggio le appartenevano. Nell’ultima, le reliquie del Santo patrono, venivano spostate dal Ss. Salvatore, in processione, fino all’Abbazia.
Dal punto di vista architettonico, la chiesa è una sintesi di stili diversi. La scultorea e bella facciata si presenta come testimonianza di un tardo-barocco siciliano. L’ interno, a tre navate, è suddiviso da due ordini di colonne che sorreggono ampie arcate a tutto sesto, dando alla Chiesa una pianta insolitamente quadrata. In fine, la chiesa è importante non solo per gli agirini ma per chiunque, nel mondo, abbia particolare devozione verso S. Filippo. Qui, infatti, sono contenuti moltissimi oggetti (anche provenienti dall’oriente) della vita del Santo.